|
Yacht, catamarani, barconi e barchini...
... ci circondano con una selva di alberi,
di antenne, di bandierine garrule; a sinistra si allungano
sull'acqua i Magazzini del cotone, l'Acquario, il Jolly
Hotel; a destra i Silos granari, la Stazione marittima,
fino al promontorio di San Benigno, tagliato dal "matitone"
- il grattacielo di Sampierdarena - e soprattutto chiuso
dalla Lanterna, che nel giro compiuto dall'ansa portuale,
finisce con l'essere esattamente di fronte a noi, un paio
di chilometri in linea d'aria.
I suoi piccoli dardi di luce ci colpiranno
per tutta la durata della cena, sopra i movimenti dei traghetti
e delle grandi navi da crociera che salpano, attraccano,
attendono in rada, mentre noi solleviamo e abbassiamo le
posate.
E' su navi come queste che Toto ha maturato
una preziosa esperienza di chef. Navi che si chiamavano
Michelangelo, Raffaello, Giulio Cesare: dove regnava una
cucina internazionale d'alto bordo, per passeggeri facoltosi
ed esigenti.
Resta da dire solo dell'arredamento elegantissimo,
con mobili e parquet di tek, bancone dipinto da Carminati,
due armadi a muro del '600, caminetto funzionante: degno
(e non era facile) della vista impagabile, un ambiente di
grande eleganza, una cucina che rivela già una mano
sicura.
È il biglietto da visita di Toto,
il locale che prova a scalare la hit parade della ristorazione
cittadina. A lanciare la scommessa è il calabrese
Antonio Fratea. Che vent'anni fa, quando aprì il
suo primo locale all'ombra della Lanterna, passò
quasi inosservato.
|